Cambiamento social network Tutte le categorie
L’azienda, i clienti e i social network.

Utilizzare i social network in azienda è una minaccia o un’opportunità?

Quali benefici si possono trarre dall’inserire una pagina aziendale su una rete sociale?

La classica comunicazione utilizzata in azienda ha perso efficacia?

Come spesso accade, ad ogni cambiamento economico, politico, sociale e culturale le aziende sono chiamate a dare una risposta. Questa esigenza è risultata ancor più significativa all’inizio di questo secolo; quando, con il web 2.0. il popolo di internet ha smesso di essere passivo, e ha iniziato ad interagire, esprime opinioni, valutazioni, pensieri ed idee, quest’ evoluzione ha portato alla nascita delle reti sociali.

Dal punto di vista aziendale le reti sociali diventano la via per raggiungere potenziali clienti, fidelizzare quelli già acquisiti, conoscerne i bisogni e desideri, proporre nuovi prodotti e avere la possibilità di valutare le risposte in tempi reali, acquisire consapevolezza dell’immagine che riflette la nostra azienda, conoscere le strategie dei nostri concorrenti. Questi appena citati, sono solo alcuni dei vantaggi che rendono i social network uno strumento obbligatorio per il business.social-caring-revolution

Eppure esistono aziende che non comprendono, e dunque non utilizzano, le potenzialità che i social network offrono. Altre invece che, utilizzandoli in modo non appropriato, cadono in errori apparentemente banali, ma che possono segnare la web reputation aziendale.

In Italia è stato stimato un consumo “pro capite” di 6,27 ore sui Social Network, questo dato ci aiuta a comprendere come le mail e il telefono, non sono più sufficienti a costruire una relazione con il cliente, che richiede maggiore interattività e la possibilità di poter seguire ed esprimere opinioni sull’operato di una determinata azienda.

Sono molte le opinioni che si schierano a favore e quelle schierate contro il loro uso, ma quant’è utile continuare ad ignorare questo modo di creare relazioni?

Cosa può fare un’azienda che decide di aprire le sue porte attraverso i social network?

Più volte abbiamo scritto che non si può rimanere immobili di fronte al cambiamento, dunque per tutte le aziende che vogliono rispondere prontamente alle nuove esigenze dei clienti, abbiamo inserito nella nostra offerta formativa un corso che vi fornirà le competenze per gestire le reti sociali.

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Formazione Risorse umane Tutte le categorie
Non si può non comunicare!

Da sempre noi uomini abbiamo sviluppato tecnologie per soddisfare i nostri bisogni di comunicazione, creando strumenti per avere interlocutori sempre più lontani e per comunicare con un numero di persone sempre maggiore, abbiamo creato i social network per avere una rete di contatti con cui condividere informazioni, pensieri, opinioni, stati d’animo, esperienze “ sensazioni “.

L’uomo è un animale sociale, che attraverso il confronto con gli altri, soddisfa i suoi bisogni, impara a vivere e a conoscere ciò che lo circonda; comunicare non significa semplicemente parlare, ma presuppone una relazione e quindi uno scambio.

Il linguaggio è solo il codice attraverso il quale veicoliamo un messaggio, ma gli elementi che compongono la comunicazione sono molteplici.

Quante volte abbiamo pensato che un nostro famigliare o un collega è incapace di farsi capire? Quante volte un nostro messaggio è stato frainteso? E quante volte invece abbiamo ricevuto un messaggio senza verificare ciò che c’è stato comunicato?

Comunicare in modo efficace è una competenza e come tale può essere acquisita, ma quanti di noi sono pronti a mettersi in gioco?

Si sente parlare molto di corsi che insegnano a comunicare in modo persuasivo, ma lo scopo della comunicazione efficace non può essere quello di produrre un cambiamento nei comportamenti, negli atteggiamenti o nei valori altrui, ma il suo scopo è il successo del trasferimento dei contenuti del nostro messaggio.

Come si può allora comunicare in modo efficace?

Riteniamo sia essenziale come primo passo, conoscere oltre che gli elementi che sono alla base della comunicazione, comprendere quali sono i fattori che la influenzano, quali sono le sue funzioni, e avere la consapevolezza dei vari stili comunicativi che ognuno di noi adotta.

Per comunicare in modo efficace è importante che la nostra comunicazione sia coerente!

Un aspetto fondamentale del processo comunicativo è l’ascolto, che non può e non deve essere visto come un momento passivo, ma che al contrario, richiede impegno e partecipazione; chi ascolta ha il compito di comunicare l’intenzione di voler capire, e dover interpretare il messaggio che l’altro ha trasmesso.

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Abbiamo scelto di trattare quest’ argomento, perché viviamo in un mondo caotico in cui le relazioni e i ruoli, ci richiedono di filtrare un numero crescente d’ informazioni; questa situazione, agevola la proposta di modelli standardizzati dalle soluzioni immediate, che esortano a diventare “il numero 1”.

Ogni persona ha la possibilità di accrescere le proprie capacità e di acquisire nuove competenze, senza seguire le “orme lasciate dal piede di qualcun altro”, per questo abbiamo scelto che dai nostri corsi, i partecipanti, possano ricevere competenze di qualità, che fungano da abito sartoriale cucito sulle loro esigenze.

Per approfondire le tematiche sopra elencate, e prendervi cura della vostra comunicazione, stiamo raccogliendo le adesioni per il corso COMUNICAZIONE EFFICACE!

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Formazione Risorse umane Tutte le categorie
Addetto alle vendite: un ruolo complesso ed in evoluzione.

In questi giorni si è conclusa la parte formativa del corso “Operatori ai servizi di vendita”, progetto di Garanzia Giovani finanziato dalla Regione Veneto, che ha dato la possibilità a 16 partecipanti di usufruire di 80 ore di formazione prima di calarsi per cinque mesi nel ruolo attraverso il tirocinio in azienda. Un ruolo questo che, oltre a richiedere le conoscenze relative all’attività di vendita, prevede di possedere ottime capacità comunicative, buone conoscenze del marketing, e soprattutto tanta predisposizione e interesse nei confronti della relazione.

Mai come oggi “l’addetto alle vendite”, ha avuto un ruolo così importante nella fidelizzazione del cliente e nella competizione con l’e- commerce: diventata ormai una realtà che sta cambiando il modo di comprare e vendere.

In effetti il mondo del lavoro è cambiato, sono richieste sempre più conoscenze, competenze e flessibilità, ma non tutti hanno la possibilità di comprendere le molteplici sfaccettature legate ad una determinata mansione.

Sembra quasi che esistano ruoli di serie A e altri di serie B, che per alcuni venga richiesto un certo percorso scolastico, e che per altri, sia sufficiente l’improvvisazione o qualche mese d’esperienza.

La realtà è ben diversa da come ci viene raccontata, oggi più che mai ogni ruolo professionale richiede grande impegno, conoscenze sempre aggiornate, competenze più ampie, buone capacità comunicative, di lavoro di squadra, problem solving, ecc.

Accompagnare le persone a lavoro, formarle, non dovrebbe essere un’attività d’eccezione o riservata a pochi ambiti, ma una prassi; è grande opportunità, che garantisce alcuni benefici già nell’immediato, ed altri, più significativi nel lungo periodo.

Noi di Cambiamenti nelle Organizzazioni continuiamo ad impegnarci, affinché le aziende si avvalgano di persone preparate, competenti e consapevoli del valore che possono portare nel loro lavoro.

Auguriamo a tutti i nostri corsisti, che l’esperienza formativa che stanno vivendo, si trasformi in un’opportunità di accrescimento personale e lavorativo, che possa segnare il passaggio da studenti/giovani lavoratori, a persone consapevoli, competenti e preparate, capaci di lasciare la propria impronta nei vari ruoli che “vestiranno”.

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LAVORARE NEL 2015

Cosa vuol dire trovare lavoro nel 2015?

Come presentarsi ad un azienda, quando a parlare di noi è un foglio di carta?

E quando siamo a lavoro, quali sono le nuove competenze che ci vengono richieste?

Qual è la rotta da seguire, per navigare nel mare d’incertezze, che le nuove frontiere lavorative ci riservano?

Abbiamo più volte ribadito che il mondo è in continua evoluzione, Eraclito lo sosteneva già nel V sec. a. C. pensando al mondo come un continuo “divenire”, come un fiume che scorre sempre.

Parlando del divenire, il lavoro è uno dei contesti che più di altri vive e si nutre del cambiamento: cambiano le figure richieste dal mercato, cambiano le competenze necessarie a svolgere una mansione, cambiano i tempi e i modi per accedere al mercato del lavoro, cambia il modo di comunicare, di relazionarsi, cambia il modo in cui le aziende selezionano nuovi collaboratori.

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Di fronte a questo scenario, possiamo decidere se rimanere seduti a guardare lo scorrere del fiume o decidere di tuffarci e di vivere il cambiamento.

 

Per approfondire lo scenario del 2015,

leggi gli articoli che abbiamo selezionato per te!   ——->

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Cambiamento Risorse umane Tutte le categorie
4 generazioni lavorano fianco a fianco

Per la prima volta 4 generazioni lavorano fianco a fianco, ma…

Quante volte ci siamo chiesti se siamo capaci di farci capire e di capire ciò che gli altri dicono?

Quante notti insonni passate a pensare e ripensare ad un problema lavorativo, e a cercare una soluzione senza chiedere aiuto a chi ha più esperienza di noi?

E quante altre volte abbiamo pensato se stiamo vivendo o ci sforziamo di sopravvivere in una realtà sempre più complessa ed eterogenea? Se veramente nella nostra azienda stiamo utilizzando tutte le risorse e gli strumenti a disposizione per creare nuove opportunità e vivere armoniosamente i cambiamenti?

Tutte queste domande frullano e rifrullano continuamente nella testa delle persone, vivere in una realtà che cambia continuamente e diventa sempre più virtuale, che non ha più valori e ruoli stabiliti pronti a darci una mano nei momenti difficili, che di omogeneo ormai ha molto poco e può farci rinchiudere in pensieri utopici che iniziano con: “sarebbe tutto più facile se…”

Viviamo in un contesto economico, sociale e culturale in continua evoluzione, e per la prima volta nella storia persone con diversi valori, relazioni, obiettivi di carriera, riconoscimenti e soprattutto età diverse, si trovano a vivere fianco a fianco nello stesso contesto lavorativo, senza riuscire a trovare l’equilibrio dinamico che le aiuti a tirare fuori in maniera ottimale, il valore aggiunto che ognuna di esse può portare nella vita e nel lavoro degli altri.

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  • Ci sentiamo tagliati fuori, e appena arrivato il nuovo ragazzo che ha appena concluso il suo ciclo di studio, ed è più bravo di noi con gli strumenti tecnologici  abbiamo paura di perdere quel posto che ricopriamo da una vita che c’è costato impegno e sacrificio.

 

  • Ci preoccupiamo perché vogliamo dimostrare ad ogni costo di essere validi, e lavoriamo fino a tarda sera perché noi siamo leali all’azienda e siamo pronti a sobbarcarci sulle spalle tutto il peso del cielo per portare avanti ciò in cui crediamo.

 

  • Ci preoccupiamo perché non abbiamo più vent’anni ma ad assumerci delle responsabilità non ci sentiamo ancora pronti, diffidiamo del lavoro di squadra, che diventa un ostacolo al nostro operare e ci guardiamo sempre le spalle per difenderci dagli agguati tesi da chi è diverso da noi. Ci preoccupiamo perché vogliamo dimostrare a tutti i costi di sapere, di far valere il nostro percorso di studio che ci ha dato in mano le chiavi della vita, e aspettiamo di continuo la pacca sulla spalla come conferma della nostra “verità”.

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L’osservatorio sul Diversity Management della Sda Bocconi, nel febbraio 2012, pubblica una ricerca – che si svolge ogni tre anni – sul tema della discriminazione in azienda, indagando alcune cause come: l’aspetto fisico, il genere sessuale, l’età, la provenienza etnica… i ricercatori pensavano che, come al solito, il problema principale sarebbediversity management stato la discriminazione di genere, a svantaggio delle donne, invece, la maggior fonte di disagio rilevata è diventata l’età!

Non si era mai rilevato prima che l’età fosse un problema per il 52% dei dipendenti.

Le differenze generazionali possono essere una grande opportunità per rivedere e disegnare i processi organizzativi, ma per ottenere questo risultato non esistono soluzioni preconfezionate, o detentori del sapere, lo sforzo richiesto è notevole, comporta un cambiamento sia della visione aziendale che di quella legata alle persone, che quando entrano in un contesto lavorativo portano con sé il loro zainetto pieno di valori, esperienze, pregiudizi, relazioni, paure ecc.

Dunque come trasformare un problema in un’opportunità?

Noi di Cambiamenti nelle Organizzazioni abbiamo deciso di mettere a disposizione sia delle aziende, che delle persone, interessate a compiere questo importante passaggio, la proposta formativa di questo mese, che mira a proporre spunti di riflessione, a fare il punto della situazione, e  ad acquisire nuove competenze, per vivere al meglio tutte le opportunità, che la diversità, fonte di ricchezza, può offrirci.

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Un curriculum su 3 è sbagliato!

Un curriculum su 3 è sbagliato!

Le aziende ne ricevono tra i 20 ed i 50 a settimana, ma troppi candidati vengono bocciati prima del colloquio. Alcuni degli errori più frequenti

(Tratto da un articolo di  CORRADO ZUNINO – Repubblica del 16 dicembre 2014)

Una rilevazione condotta dal settore replacement dell’Università Cà Foscari di Venezia su trenta aziende  –  tra cui diverse multinazionali, ( Apple, Toyota, Cameo, H&M, L’Oréal, Calzedonia, Luxottica, Gruppo Coin)

I selezionatori sono cattivi, ma i neolaureati che aspirano a un lavoro sanno farsi male da soli.

Infatti, emerge che:

[list style=”arrow”]grafici cv

  • Uno candidato su tre presenta un curriculum vitae, su carta o digitato in una piattaforma aziendale, cronologicamente sballato. Difficile comprendere il percorso scolastico del neolaureato, individuare il momento in cui ha fatto esperienze formative extra: master, stage. Difficile comprendere, pure, se un viaggio all’estero sia il qualificante Erasmus o una gita universitaria.
  • Una minoranza di loro mette foto inappropriate, anche estive, scattate in spiaggia e al pub.
  • Altri sono prolissi, ridondanti e caotici; hanno sovrastima di sé e non si capisce se è arroganza o tensione all’automarketing.
  • Il 28 per cento dei cacciatori rivela che nei “cv” ci sono “date discordanti”.
  • Molti dimenticano di inserire i dati di contatto come la mail, il numero di telefono, ma anche il luogo di nascita e la residenza.
  • Un selezionatore ogni sette segnala che non c’è l’indicazione del diploma, né il voto di laurea. A volte si preferisce nasconderlo, ma un datore di lavoro lo considera un segnale negativo.
  • Il novanta per cento dei selezionatori verifica il livello della lingua, chi non la conosce come ha dichiarato è bruciato.
  • Il 71 per cento delle “company” ritiene un’indicazione sovrastimata dei ruoli ricoperti un elemento che compromette l’esito della candidatura. Non si possono fare tre mesi di stage in azienda e qualificarsi come responsabile del marketing!

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Alcune considerazioni

[list style=”star”]3

  • Il modello cronologico, il racconto di sé, è preferito da un terzo dei selezionatori rispetto al curriculum Europass, quello preordinato e da completare.

 

  • Una buona esposizione indica una conoscenza dell’italiano e una predisposizione al ragionamento.
  • Una veste grafica personalizzata, non solo aiuta la presentazione, ma dimostra che chi si presenta sa utilizzare le tecnologie.
  • Metà dei selezionatori va a controllare Facebook, Twitter, soprattutto LinkedIn, ed è tra i post e i commenti che inizia a valutare il candidato.
  • Otto su dieci dei selezionatori vanno subito alla sintesi del profilo e alla descrizione degli obiettivi professionali: bisogna indicare presto le competenze da offrire, provare a metterle in sincrono con il ruolo ricercato dalle aziende.

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20 anni di esperienza nella selezione del personale e nella formazione sul marketing di sé stessi, ci consento di fornire molti consigli e suggerimenti a tutte le persone interessate a cambiare lavoro

per approfondire

Cambiamento
Convegno IL FUTURO DEL COMMERCIO TRA MINACCE ED OPPORTUNITA’

Quale futuro per il commercio? Molte le minacce ma anche le opportunità!

È stato questo il tema affrontato ieri sera 27 novembre durante il Convegno organizzato dall’Associazione Foro’ e dedicato appunto al mondo del commercio.

Sono intervenuti:

il Presidente dell’associazione organizzatrice, Sig. Carrer, che ha aperto i lavori e presentato i relatori;

il Sindaco di Oderzo, Avv. Pietro Dalla Libera, che ha sottolineato l’importanza del convegno ed il ruolo attivo del Comune nello sviluppo delle attività commerciali del Centro Storico;

il Vicesindaco e Assessore al Commercio Ing, Bruno De Luca che ha evidenziato il valore nel territorio opitergino di Foro’, la quale opera ormai da diversi anni ed è impegnata nella rivitalizzazione del Centro Storico grazie all’aiuto dell’Amministrazione Comunale e ai finanziamenti ottenuti dai bandi regionali;

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il dott. Enrico Moretti Polegato, presidente del marchio Diadora e vicepresidente Geox che ha voluto soffermarsi sull’importanza nel fare squadra e nello stabilire un’alleanza tra il consumatore e il produttore;

l’Avv. Giorgia Vidotti, direttore del dipartimento sviluppo economico della Regione Veneto, che ha presentato le strategie e le iniziative regionali destinate al mondo del commercio e dell’impresa;

Cambiamenti nelle Organizzazioni nella persona del Dott. Minuzzo che ha affrontato il tema del cambiamento nell’assetto organizzativo, nel modello di business e nel ruolo dell’imprenditore chiamato ad acquisire nuove competenze. Per chi lo desiderasse è disponibile il materiale dell’intervento.

È seguito un momento di confronto stimolato da numerose domande dei partecipanti desiderosi di comprendere meglio le possibili azioni per innescare un reale processo di cambiamento.

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Compila e scarica i materiali del convegno

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Cambiamento Formazione Risorse umane Tutte le categorie
Did you Know?

Did you Know?

Quanto velocemente cambia il mondo che ci circonda? Quanto rapida è la diffusione della conoscenza e delle informazioni? Come cambiano i comportamenti, i modelli, le relazioni, le dinamiche tra persone, generazioni, aziende, paesi?

Vi presentiamo un video da noi realizzato che vuole essere una breve panoramica sul cambiamento e sulle forze che lo determinano: la velocità, i grandi numeri, la tecnologia.

Ci sono dei fenomeni che stanno profondamente modificando gli equilibri mondiali e contestualmente la nostra vita, ne citiamo solo alcuni esempi:

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  • Il passaggio da un modello di società all’altro avviene in tempi molto rapidi, un numero di anni così ridotto da stare all’interno della vita lavorativa delle persone, obbligandole a profondi cambiamenti non solo di lavoro ma anche nel modo di fare lo stesso compito;

 

  • Cina ed India da sole fanno quasi la metà della popolazione mondiale creando moltissimi problemi in un mondo globalizzato, ma anche innumerevoli opportunità da cogliere;

 

  • Internet strumento che annulla tempo e spazio sta sempre più coinvolgendo e collegando la popolazione mondiale. È di questi giorni la notizia, riportata dai quotidiani (31 ottobre 2014), che sono 3 miliardi le persone collegate e pensare che nel 2005 erano un terzo.

 

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Forse in tutto questo sta la risposta alle difficoltà, al senso di disorientamento che le persone, i lavoratori, gli imprenditori, gli stessi politici si trovano ad affrontare quotidianamente.

I 3 minuti del video che vi proponiamo speriamo possano stimolare in voi la voglia d’investire su voi stessi, sulle vostre competenze e conoscenze, perché solo così possiamo innescare un processo di cambiamento che faccia diventare quello che oggi vediamo come minaccia, una grande opportunità.

E questo sarà possibile solo se guardiamo il mondo che ci circonda con OCCHI DIVERSI, OCCHI CHE SOLO CULTURA E CONOSCENZA CI POSSONO DARE.

BUONA VISIONE

 

Fonte dati E-commerce: http://www.ecommerce-europe.eu/home

 

 

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Manager o Leader?

Una domandina semplice semplice… Manager o Leader?

Sono anni che se ne parla ma, finalmente, uno tra i più autorevoli, se non il più autorevole tra gli studiosi di management, ha ri-prodotto una ricerca che dovrebbe metter fine alla questione, scombussolando le certezze dei più e schiudendo forse una nuova via per la formazione manageriale.

Lo studioso in questione si chiama Henry Mintzberg e tutti lo conoscono per via di quel suo modello di struttura organizzativa che somiglia tanto ad un batticarne con sospese due palle laterali che a trovare altra similitudine non è elegante!

Ma forse non tutti ricordano che già nei primissimi anni ’80, aveva sfornato una delle rare e serie ricerche su lavoro manageriale, pubblicato in italiano solo anni dopo col titolo “Il lavoro manageriale”, traendone una sorta di decalogo delle attività di un manager tipico da grande azienda.

A quel tempo anche Mintzberg teneva separati i tratti distintivi del leader da quelli del manager [column size=”two-third”]

Dopo una ventina d’anni da quei tempi, Mintzberg, stimolato dalle tensioni che la crisi mondiale scoppiata nel 2008 ha innestato nel sistema industriale occidentale, ritorna sui suoi passi e rifà l’analisi del lavoro manageriale, pubblicandone i risultati con un libro dal titolo “Il lavoro manageriale in pratica”!!!

Il dott. Umberto Porri, partendo dai risultati presentati nel libro di Mintzberg, propone un’interessante analisi ed interpretazione del ruolo del manager.

E’ una lettura impegnativa che gli addetti ai lavori, i manager o gli aspiranti tali non possono perdere; scaricati l’intero articolo.

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Ricerca di lavoro Selezione del personale Tutte le categorie
L’autunno “caldo” del lavoro

[dropcap]R[/dropcap]itorna la rivista di Lavorando, pronti ad affrontare un altro autunno caldo.

In questo numero di Lavorando troverete le seguenti tematiche:

 

 Risorse umane

– Hai un CV efficace? 8 consigli pratici per potenziare il tuo CV.

– 5 Modi di proporvi un colloquio: cosa ci si può aspettare da un selezionatore?

– Il Blog al posto del Curriculum? Ormai 33 candidati su 100 trovano un lavoro solo attraverso Internet

– Il CV del futuro: Green ed Etico.

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Social Media:

– 27 cose da sapere per lavorare con i social media

– 11 consigli pratici per sfruttare LinkedIn

 

Notizie importanti e curiosità dal mondo:

– Google completa la frase: Sono uno sviluppatore = Non ho una vita. Il lavoro 2.0 e le sue implicazioni nella vita quotidiana

– L’appello del Papa: E’ ora di avere un posto di lavoro dignitoso!

– 46 nuovi lavori per il 2030

– Cambiare vita a 40 anni: Ecco l’esperienza di Simona

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Queste e tante altre notizie.

Compila gratuitamente il form e scarica la rivista di ottobre di Lavorando.

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