Cambiamenti Sostenibili Risorse umane
La sostenibilità? Questione di persone!

La sostenibilità aziendale richiede un nuovo modello d’impresa basato su un diverso modo di gestire il lavoro.

[dropcap style=”1″]S[/dropcap]e intendiamo la sostenibilità in senso ampio e cioè come capacità dell’azienda di sopravvivere ed avere successo in un ambiente competitivo e dinamico, capiamo bene che competere attraverso la sostenibilità significhi:

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  • garantire  una dimensione di medio-lungo termine attraverso la capacità di innovare che tenga conto di minori risorse e di un ruolo nuovo di protagonista e non di spettatore, rispetto alle vicende del pianeta;
  • adattarsi al cambiamento come condizione costitutiva e non come accadimento sporadico;
  • orientare le proprie risorse, economiche, materiali, finanziare e umane in un’ottica di creazione di valore condiviso: per il cliente, per l’ambiente, per i dipendenti, per la comunità…

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Pensare la sostenibilità come riduzione degli sprechi e diversificazione delle fonti di energia rappresenta una visione riduttiva della sostenibilità, molto diffusa, ma che finisce con lo svuotare di senso un passaggio chiave. Una visione che non permette di realizzare un sostanziale cambiamento nell’agire economico, pur essendo indiscutibilmente una via “facile”, per ridurre i costi ed essere un po’ meno dannosi.

La sostenibilità aziendale, secondo la nostra visione, trova senso solo in un modo più articolato e diverso di concepire la strategia, l’organizzazione e la gestione. Insomma nel concepire un nuovo modello di impresa.

E in questo senso è una strada che passa tramite le persone, attraverso:

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  • chi sceglie di orientare la sua azienda secondo criteri non di profitto a breve ma di sviluppo a medio-lungo termine (con tutte le implicazioni richieste da tale scelta),
  • attraverso chi declina l’essere sostenibile nei diversi ambiti e nelle molteplici risposte alle problematiche che l’azienda deve gestire (finanziario, logistico, produttivo, commerciale)
  • attraverso chi la attua nell’operatività quotidiana (dal modo di rispondere ai bisogni dei clienti, al modo di gestire i rapporti con i fornitori).

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Questo perché la sostenibilità non è faccenda dell’ufficio comunicazione, né del reparto di produzione, ma dovrebbe essere l’orientamento di fondo dell’azienda, intesa come organizzazione di persone. E senza persone capaci di trasferire nella propria cultura aziendale i nuovi orizzonti a cui l’idea di sostenibilità è collegata, di articolare soluzioni che tengano conto della propria storia ma la innovino dall’interno, di promuovere, realizzare e monitorare piccoli cambiamenti, attuare il cambiamento in chiave sostenibile rischia di ridursi ad un imbellettamento a fini pubblicitari, senza che siano messi in atto gli strumenti giusti per stare sul mercato con la capacità di traghettare una storia aziendale verso il futuro. E ciò, alimentando il fuoco dello scetticismo di quanti considerano l’agire sostenibile di molte aziende come una nuova ma inutile bolla, che in realtà scoppierà senza lasciare tracce.

[dropcap style=”1″]P[/dropcap]er essere fattore efficace e reale di differenziazione rispetto alla concorrenza, la sostenibilità deve invece divenire pratica vissuta e gestita a tutti i livelli (proprietario, manageriale, operativo) e da tutti, il che richiede conoscenze e competenze nuove, da quelle di tipo strategico (tenere conto per esempio dell’aspetto ambientale non come accidente secondario, ma come fatto determinante nella definizione del prodotto, del processo di produzione, vendita e utilizzo da parte del cliente) a quelle manageriali che devono orientare alla realizzazione di quella strategia, a quelle tipo tecnico (uso diverso dei materiali, ottimizzazione del ciclo di vita del prodotto),  fino ad arrivare ad un modo nuovo di gestire il lavoro, su base collaborativa e di responsabilità diffusa.

[dropcap style=”1″]S[/dropcap]ignifica formare ad un uso consapevole e perciò attento delle risorse che si utilizzano (di tutte), trovare soluzioni nuove a problemi nuovi, apprendere nuove modalità e strumenti di coinvolgimento e di responsabilizzazione dei collaboratori e dei dipendenti.

Quello che ci stanno dicendo alcune delle tendenze in atto è che in un’economia come quella che si prefigura all’orizzonte, l’azienda non potrà che camminare sulle gambe del proprio capitale umano. Ciò inevitabilmente  richiederà un cambio di cultura generale interna all’azienda e un cambio di prospettiva nella gestione delle persone che da fattore da amministrare dovranno diventare fattore da sviluppare. Ma questo non solo a vantaggio del singolo lavoratore ma per una prospettiva di futuro per l’azienda.

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Formazione outdoor: l’esperienza Jtaca

La formazione outdoor per rafforzare la squadra

[dropcap style=”1″]J[/dropcap]taca è la prima società partecipata al 100% dal Comune di Jesolo che gestisce servizi di sosta e mobilità sul territorio Comunale.

Le principali attività di Jtaca sono la gestione dei parcheggi pubblici a pagamento, di alcuni servizi di infomobilità, accertamento e rimozione di veicoli e del servizio di trasporto scolastico. Ad esse si affiancano la gestione di altri servizi di trasporto, principalmente turistici (trasporto di persone su trenini gommati lungo la Z.T.L. estiva e Bike Sharing).

Da tempo l’azienda investe sulle persone attraverso l’analisi del clima interno, il sostegno al miglioramento delle dinamiche aziendali e la formazione. Al termine di questo percorso ha deciso di rafforzare la squadra attraverso la formazione outdoor coinvolgendo  una decina di persone.

Così nei giorni 06 – 07 -08 giugno ci siamo ritrovati tra le colline del prosecco per vivere un’esperienza di team building con la metodologia outdoor experience.

 

Scheda tecnica

Titolo del corso:           LEADERSHIP E TEAM BUILDING

“Aula didattica”:           Le colline del Prosecco

Luogo di soggiorno:   Agriturismo Le Noci  –  Tarzo (Treviso)

Staff composto da:      Umberto Porri e Tiziano Minuzzo

I momenti salienti dell’esperienza ed alcune considerazioni dei partecipanti

 

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“Domanda:

ci propinano la solita americanata o un ritorno ai campi-scuola parrocchiali? (spero di non dover fare l’animatore per le serate allegre!).

Però la cosa mi incuriosisce.”

 

 

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“Lo spirito di corpo evapora con l’ottimo Prosecco bevuto a cena ed arriva l’ansia da sopravvivenza.”

 

 

 

 

 

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“Il  lavoro più importante che ci ha messo alla prova era quello di pianificazione, è stato rimandato al  giorno seguente non scegliendo bene il percorso da affrontare, non tenendo in considerazione che la  gestione del tempo non sarebbe stata rispettata aumentando sensibilmente la fatica, lo stress. Non  abbiamo tenuto conto dell’imprevisto, incertezza … “

 

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“E’ stata un attività  in alcuni momenti “avventurosa” mi ha portata a chiedere aiuto al mio gruppo per riuscire a  raggiungere l’obiettivo prefissato, ho dovuto aumentare la mia flessibilità personale migliorando la  capacità di adattamento a una situazione nuova e diversa dal solito ambiente familiare di lavoro con  la conseguenza di una maggiore sicurezza di me stessa”

 

 

 

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“Questa esperienza mi ha fatto capire che lavorare in gruppo è molto più facile e gratificante, infatti  in questi pochi giorni trascorsi al lavoro ho cercato di rinforzare i legami con i colleghi e dunque il  gruppo di lavoro con cui sono a più stretto contatto.”

 

 

 

 

 

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 “Con outdoor experience si impara facendo e riflettendo poi su quello che si è fatto …”

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“I vantaggi di questa esperienza sono stati senza dubbio il mettersi in discussione, la motivazione a  partecipare, apprendendo delle capacità diverse rispetto alla tradizionale formazione in aula.”

 

 

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Formazione outdoor: l’esperienza Caleidos

Un percorso formativo progettato per i responsabili di negozio

[dropcap style=”1″]C[/dropcap]aleidos è un’azienda protagonista nel settore della pelletteria e della moda donna. Le borse e gli accessori firmati Caleidos si contraddistinguono per la qualità dei materiali, la cura del dettaglio e la capacità di interpretare con gusto le tendenza della moda.

All’attenzione per il prodotto, affianca l’impegno per la crescita del proprio personale di vendita considerato strategico per la soddisfazione della clientela ed il successo dell’azienda.

Dopo un percorso formativo sui temi della comunicazione ed il rapporto con i clienti, ha aderito alla proposta formativa di OUTDOOR EXPERIENCE, coinvolgendo i propri store managers.

Così nei giorni 20 – 21 -22 maggio i responsabili dei punti vendita Caleidos, 22 persone, si sono ritrovati nell’Appennino Modenese (Zocca – MO) per sviluppare un’esperienza formativa outdoor.

 

Scheda tecnica

Titolo del corso:           Fare Squadra … camminando insieme.

“Aula didattica”:           Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina

Luogo di soggiorno:   Agriturismo Tizzano di Zocca (MO)

Staff composto da:      Umberto Porri, Tiziano Minuzzo, Federico Marzari e Giuliano Furlanetto.

I principali momenti dell’esperienza outdoor Caleidos

Il benvenuto di Outdoor Experience

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La progettazione

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L’attività OUTDOOR

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Il debriefing

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Alcune affermazioni estratte dalle relazioni individuali dei partecipanti:

Partecipare a questa avventura è stata un’occasione unica, intensa e stimolante. Gli errori commessi all’inizio del cammino ci hanno messo alla prova e ci hanno fatto crescere molto, sia dal punto di vista personale che professionale.

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“Camminare insieme a…Caleidos  mi ha insegnato che uniti si possono raggiungere obbiettivi interessanti e produttivi. Ascoltare, confrontarsi ed esporre le proprie  esperienze condividendo il tutto con docenti e colleghe  aiuta a migliorarsi nel mondo del lavoro.

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Ritengo che l’esperienza di questi giorni sia stata molto positiva, poiché ci è stata data la possibilità di osservare quanto ci accade nella  quotidianità offuscata dalle cadenze obbligate, riportandola in una parentesi “fuori dagli schemi”  con una meticolosa attenzione da parte degli organizzatori nel far vivere e provare le stesse  sensazioni e situazioni trasfigurate in un “gioco guidato”. 

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… da qui le mie riflessioni del comportamento che abbiamo sul posto di lavoro:
Comunichiamo? Ma come? Usiamo un linguaggio chiaro a tutti? Lavoriamo in gruppo o da soli? Cosa possiamo fare per migliorare?

Personalmente penso di aver raggiunto la consapevolezza dei miei limiti e la volontà di superarli cercando il percorso migliore per poterlo fare

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L’esperienza che abbiamo vissuto, nonostante i pessimi risultati è stata stupenda.

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Sono felice di aver colto il senso e lo scopo di questa iniziativa, o almeno lo spero; sicura del fatto che sono rientrata a casa stanca ma “ricca”… più consapevole dei miei limiti e delle mie capacità… con la voglia di migliorarmi nella vita di ogni giorno, lavorativa e non!

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Il percorso che ho fatto insieme a voi e alle mie colleghe  è stato forse il più istruttivo, toccare con mano mettendo in pratica la teoria è tutta un’altra cosa.

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La verità è che sono venuta a casa con un carico emotivo “sconvolgente”!

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Può sembrare strano, ma ieri quando ci siamo salutati, avrei voluto che il nostro percorso fosse appena iniziato, ma purtroppo non era così! Chissà se un giorno tutto questo si potrà ripetere.

 

Cambiamenti Sostenibili
La farfalla e il tondino

Qualcuno di voi si chiederà…..cosa possono avere in comune una farfalla ed il comunissimo tondino di ferro?

[dropcap style=”1″]Q[/dropcap]uale “esoterica” teoria può ipotizzare una connessione diretta, ancorchè “lunga”, tra queste due cose nemmeno tanto apparentemente così lontane?

In effetti, senza voler disturbare Edward Norton Lorenz ricordando l’ «effetto farfalla» e la teoria del caos, qualche connessione logica esiste e vale la pena di esplorarla per comprendere a fondo alcuni macro-trend che sono e saranno alla base di qualsiasi scelta strategica da parte delle aziende nei prossimi anni.

Se la farfalla rappresenta gli “eco-sistemi” nei quali le aziende (e gli uomini/donne che fanno le aziende) agiscono/interagiscono ed il tondino metaforicamente l’output di queste aziende, ecco che la relazione è più chiara e quello che dobbiamo analizzare, in chiave strategica, è l’evoluzione, la dinamica di queste interazioni nei prossimi anni/decenni.

Ad una prima ma superficiale valutazione, una riflessione di questo tipo può sembrare, dal punto di vista aziendalistico, un po’ “accademica”, lontana dalla realtà quotidiana, realtà fatta spesso di tanta operatività e battaglie di trincea, soprattutto negli ultimi anni di crisi economico/finanziaria.

Non è così.

Comprendere fino in fondo, ora e adesso, i macro-trend che sottendono l’evoluzione socio-economica globale significa mettere nuove basi, solide e durature, di competitività nel medio-lungo periodo, esattamente l’obiettivo che tutti i grandi “maestri” del management ci hanno sempre insegnato a ricercare.

Iniziamo questa “esplorazione” da noi stessi: la popolazione mondiale.

[dropcap style=”1″]L[/dropcap]e Nazioni Unite prevedono che la popolazione mondiale, dagli attuali circa 7 miliardi di persone, raggiungerà i 9,3 miliardi  entro il 2050.

Soddisfare i bisogni materiali, aspirazioni e stili di vita di questi ulteriori 2,3 miliardi di persone produrrà una serie di richieste senza precedenti, mettendo a dura prova la capacità produttiva degli ecosistemi, le risorse energetiche e minerali del pianeta.

Saremo in grado di sostenere questa enorme sfida come sistema e come singola azienda?

Quali bisogni primari e secondari dovranno essere soddisfatti e con quali priorità?

andamento popolazione mondiale

Prospettive della popolazione mondiale calcolate nel 2010