Cambiamenti Sostenibili
The new strategic paradigm – #3

[dropcap style=”1″]C[/dropcap]on il terzo numero del nostro “magazine” dedicato ai temi della sostenibilità (economica/ambientale/sociale) ed alle piattaforme web/social iniziamo ad esplorare le “buone pratiche” di aziende leader nei loro settori, siano essi industriali che di servizi.

In questa uscita segnaliamo i seguenti argomenti:

 

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  •  Alcuni esempi interessanti di aziende leader nei propri settori di appartenenza;

 

  • La sostenibilità come attitudine organizzativa e manageriale;

 

  • L’implementazione di strumenti di “reporting” con chiare indicazioni quali/quantitative in merito alle strategie ed ai risultati in chiave di sostenibilità;

 

  • Le problematiche legate alla ricerca e allo sviluppo di fonti energetiche alternative;

 

  • La crescita esponenziale della fruizione “social media” attraverso dispositivi mobili (smartphone, tablet) e le relative conseguenze in termini di attitudini/comportamenti d’acquisto

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Esperienze outdoor Tutte le categorie
Una nuova esperienza di formazione in outdoor

Una nuova esperienza di formazione in outdoor:
“Di qua e di là del Piave ci stava un’osteria”

[dropcap style=”1″]I[/dropcap]l nostro approccio alla formazione esperienziale è stato e rimane quello di progettare set tagliati sugli obiettivi del cliente, mai ripetitivi, mai uguali l’uno all’altro. Qui di seguito troverete il racconto di una esperienza DIVERSA che mescolando gioco, metafora e immersione nella realtà di un passato lontano ma incredibilmente vicino, vi spiega come la ricerca del contesto e il confronto con il cliente possano generare scenari sorprendenti.

Questa che vi raccontiamo è stata decisamente innovativa e sfidante per noi e per il cliente. L’azienda utilizzava per la quarta volta il nostro approccio e già questo dice quale “rischio” correvamo: come soddisfare e stupire un cliente evoluto e smaliziato?

 

Le ragioni dell’intervento

Come le altre volte, l’attenzione è centrata sulla crescita del gruppo di vertice, una decina di persone, integrato da un paio di “new entry” in ottica di verificarne certe caratteristiche manageriali.

Ma, a differenza degli interventi precedenti, il gruppo ci viene descritto come segnato dallo stress e dalle tensioni di dover reggere un mercato difficile, con la continua sfida di budget in crescita. Nell’ultimo anno, una riorganizzazione interna porta ad alcuni cambi di “scrivanie” cui si profila per il 2014 l’arrivo di un nuovo Direttore Generale dall’esterno, anche se attorno a questo elemento non vi era ancora ufficialità, ma, si sa, queste cose girano facilmente nei corridoi…

Quindi, il clima interno è elettrico, vi sono frizioni tra alcune funzioni, i cambi di ruolo non sono ancora stati integralmente digeriti, il fantasma del nuovo “capo” si aggira nei corridoi, anche se non nominato.

Il tema conduttore sarà questo: gestire e, soprattutto, saper anticipare il CONFLITTO.

Ma, possibilmente, senza nominarlo, che è un già una bella sfida.

Pensa e ripensa ci soccorre la storia: quest’anno cominciano le celebrazioni del centenario della Grande Guerra (1914-2014)!

Ma se noi a quel tempo mica c’eravamo in guerra coi crucchi! quando il Piave mormorava era il 24 maggio … ma del 1915! E allora? Appunto il conflitto c’era e noi (ancora) ne stavamo fuori, ma lo stavamo covando e accarezzando, indecisi se stare di qua o di là. Come in azienda, quando le ragioni ancora non ci sono chiare e ragioniamo più di pancia, tra interventisti e pacifisti; tra chi non comprende ancora gli agguati e chi ne vede più di quanti sia ragionevole prevederne. Che son già le basi necessarie ma non ancora sufficienti per lo scoppio di conflitti.

E allora cominciamo a progettare le caratteristiche di questa nuova sfida outdoor.

 

Un gioco di strategia

La metafora – guida sarebbe stata quella presa a prestito da un certo modo di “revisionare” la storia, quella del “…e se, invece di…”; prendendo i nostri personaggi aziendali e rivestendoli dei panni dei decisori di quel periodo; metà italiani e metà austroungarici.

E ci divertiamo un mondo a progettare un gioco di strategia che battezziamo, provvisoriamente, “La guerra mondiale”, non la “prima”, perché a quel tempo ancora non si sapeva se ci sarebbe stata la seconda e poi, per noi “talian” semmai, era la quinta guerra d’indipendenza!

Un gioco di carte, come il monopoli, dove al posto delle caselle con le case e gli alberghi, stava una bella riproduzione della mappa coi confini tra il Regno d’Italia e l’Impero di Francesco Giuseppe.

E per rendere più “reale” e facilitare il mettersi nei panni di quei “signori della guerra”, proponiamo che il primo giorno dell’esperienza si vada in ricognizione sui luoghi del fronte, in particolare di quel tratto che risulterà poi decisivo, quello su cui si giocherà la partita finale e decisiva: il fronte del Piave. Lo staff si giova di un esperto tematico che ci aiuterà a far piazza pulita dell’orizzonte dei capannoni industriali (molti coi cartelli “Affittasi” “Vendesi”!) e dei tanti troppi centri commerciali, suggerendoci di vederli come tante rovine distrutte dai bombardamenti degli uni e degli altri (avere altri occhi!).

Ma il titolo che daremo al progetto è un altro: “Di qua e di là del Piave ci stava un’osteria”, se vi va di leggere un altro pò, alleghiamo il manifesto che abbiamo distribuito ai partecipanti come presentazione dell’esperienza, mentre hanno ricevuto come testo propedeutico all’incontro (con calda raccomandazione anche di leggerlo) il noto “L’arte della guerra” di Sun Tzu.

E non mancherà la parte ludica di questo elemento, chè dalle parti delle colline coneglianesi le osterie non han mai ammainato bandiera!.

Torniamo al gioco di strategia: la mappa è rappresentata come fotografata dal biplano di Francesco Baracca, il cui esemplare, assieme al triplano del Barone Rosso Manfred von Richthofen, è perfettamente ricostruito e volante, dall’appassionato lavoro di Giancarlo Zanardo, nel suo campo volo, a poche centinaia di metri da dove l’asso italiano venne abbattuto, ancora non si sa come e da chi. E andremo anche lì, per toccare con mano l’arma innovativa che fu l’aviazione, in quella guerra. Metafora: per vincere occorre fare ricerca, molta ricerca, osare, alzarsi sopra gli altri…nonostante la sensazione di fragilità che si avverte, oggi, di fronte a quelle costruzioni di tela e legno.

Le carte: sia il Regno d’Italia che l’Impero, avranno a disposizione un mazzo di carte ciascuno, contenente possibili azioni strategiche; dovranno giocarle a turno, in forma sia di attacchi/difese, contrattacchi, negoziati, e altre azioni da noi estratte dalle reali strategie di quei tempi. Contemporaneamente, ad ogni “giocata”, gli effetti sul terreno verranno modificati da una simultanea estrazione di altre due carte, effettuata dal conduttore esterno del gioco (noi dello staff): una carta di “opportunità” collaterali all’azione intrapresa e una carta dei “rischi” anch’essi associati ad ogni azione.

 

L’esito

Dopo una giornata e mezza di attacchi e contrattacchi, di avanzate e ritirate, di bombardamenti, di voli arditi dietro le retrovie, di feroci Consigli dei Ministri, di gioiose grida e irosi commenti verso il “nemico” ecco com’è andata a finire:

BOLLETTINO DELLA VITTORIA AUSTRIACO

Oggi 25 gennaio 2014 l’impero austriaco ha posto definitivamente fine al conflitto riportando l’ennesima vittoria e vincendo la guerra. Si rende l’onore delle armi al valore dei soldati italiani morti sul campo seppure, come da italiche abitudini, mal guidati e privi di qualsiasi strategia. 

Per il popolo italiano avvieremo importanti opere di ricostruzione, mentre il Re e i generali verranno esiliati a vita.

 

Non inganni il tono un po’ leggero (ci sarebbe anche il testo della dichiarazione di resa italiana, come pure ci sarebbero le iniziali “dichiarazioni di guerra” ma appesantirebbero il già troppo lungo testo): i due “Stati” se le son date di santa ragione, senza esclusione di colpi, di tradimenti, menzogne e a quanto di brutto può spingere una condizione conflittuale di questo genere.

I partecipanti si sono calati nel loro ruolo in modo veramente “serio” e c’è voluta una lunga sessione di de briefing (quasi una giornata) per riuscire a far loro dismettere i panni indossati metaforicamente (e non solo: abbiamo procurato anche una serie di materiali originali, recuperati tramite un amico Direttore del Museo della Grande Guerra di Alano di Piave).

Non è stato quindi difficile il riconoscimento di alcune dinamiche qui giocate, emergenti direttamente dal retroterra aziendale recente. Così come gli scontri tra “generali” o “Ministri “ era quasi il medesimo, anche nel linguaggio, di quelli vissuti nel fronte che corre all’interno dell’azienda, le cui trincee, come pure i mezzi d’attacco, sono a tutti perfettamente noti.

La trasposizione dei conflitti interni proiettati e rielaborati nel contesto della “grande guerra” è stata così occasione di “teatralizzazione” (senza accennare a Moreno e alle sue teorie, ma con esiti simili) e conseguente espulsione di materiali ancora parzialmente non resi coscienti.

Ma non solo: nella rielaborazione attraverso il de briefing, alcune figure-luoghi sono state chiaramente riconosciute come situazioni conflittuali presenti sul mercato di competizione dell’azienda e quindi certe mosse (scelte delle carte di guerra) sono state fatte prendendo spunto da quelle situazioni.

L’identificazione del “nemico” (italico o austriacante) con i concorrenti è emersa e nel gioco di opportunità/rischi, a volte, sono state notate analogie con recenti situazioni in cui la competizione concorrenziale ha assunto caratteristiche molto simili.

In particolare, le due nazioni belligeranti si sono concentrate più sulle scelte mirate a recare danni logistici (distruzioni di depositi e infrastrutture), a indebolirne la situazione finanziaria che non a mietere vittime umane.

 

Conclusioni

Al termine dell’esperienza è intervenuto il Presidente e Amministratore Delegato, al quale i partecipanti hanno sintetizzato l’accaduto. Alcuni nodi conflittuali sono stati superati e, a mio avviso, persino alcuni potenziali nuovi momenti di scontro si sono anticipati, attraverso la drammatizzazione vissuta.

Riconoscendo l’originalità dell’esperienza e il parallelo, positivo, momento di conoscenza e osservazione dei luoghi geografici della grande guerra e dei momenti conviviali che, parallelamente, abbiamo loro fatto vivere.

Infatti, in questa esperienza abbiamo mescolato tre elementi:

quello metaforico attraverso il quale rielaborare le tensioni esistenti mediante la possibilità di riviverle nel contesto “storico”;

quello di conoscenza diretta di luoghi, mezzi e condizioni in cui i belligeranti di un secolo fa si son trovati; questo piano si è concretizzato con la visita del fronte del Piave dal Montello a Vittorio Veneto; il confronto tra cimiteri inglesi e italiani; [column size=”two-third”] il volo di un aereo dell’epoca a significare l’importanza di una innovazione che poi sarebbe “decollata” celermente, tanto che in meno di mezzo secolo, dal timido balzo dei fratelli Wright (267 metri) l’uomo è volato sulla Luna; la presenza di un personaggio che ha sperimentato direttamente le condizioni di vita dell’alpino nella guerra di montagna, andando a vivere per tre mesi in una delle poche baracche residue ancor oggi presenti sulla montagna;

quello ludico, non meno importante in una esperienza di apprendimento; sapendo che s’impara velocemente se si è in contesto gradevole, i partecipanti hanno potuto degustare una cena con “menù del fante”, ripreso da un ristoratore locale che ce ne ha illustrato la composizione e le sue origini; inoltre, l’ultima sera, in omaggio al titolo del progetto “Di qua e di là del Piave ci stava un’osteria”, abbiamo avuto occasione di cantarla tutti insieme accompagnati da una cantante fisarmonicista, che ha curato la raccolta dei canti dell’epoca, ovviamente ampiamente rappresentati quelli che la guerra ha prodotto.

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Ricerca di lavoro Risorse umane
Cercare lavoro in un mercato in continuo cambiamento

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  • Una fotografia delle lauree italiane che danno maggiori opportunità per uno sbocco lavorativo e la crisi che sta vivendo la cultura (e i suoi investimenti) in Italia.

 

  • L’età come maggiore discriminatore in fase di ricerca di un impiego e le nuove tendenze che sfruttano le tecnologie mobili per facilitare e velocizzare la ricerca di lavoro.

 

  • Le news della Regione Veneto sulle opportunità di lavoro in Europa e sulla formazione finanziata.

 

  • Le nuove opportunità e speranze che promette il premier Renzi con il suo Jobs Act e tutti i rischi che può portare al mercato, il lavoro gratis di alcuni giovani liberi professionisti.

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Questi e molti altri sono gli spunti che potrete trovare nel numero 1 della nostra rivista Lavorando, approfondimenti e articoli interessanti dalla rete per saperne di più sul mercato del lavoro.

Perché, si sa, trovare un lavoro oggi è a tutti gli effetti un lavoro!

Scaricate subito la nostra rivista online.

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Finanziamenti alla formazione
News dalla Regione Veneto: lavoro ed istruzione

Le news di questa settimana provenienti dalla Regione Veneto sono molto interessati per le persone che cercano lavoro o si trovano in uno stato di disoccupazione. Di seguito le principali novità della settimana.

Nuove opportunità di lavoro in Europa

Sono state pubblicate nuove opportunità di lavoro all’estero alla pagina EURES del portale regionale  www.regione.veneto.it/web/lavoro/eures

Si segnala che attualmente, anche in relazione alle numerose offerte stagionali, sono disponibili 200 posti per animatori in villaggi turistici con vari sedi italiane ed estere, 40 posti per infermieri nel Regno Unito. Per alcune offerte la pre-selezione è curata direttamente dai Consulenti EURES locali e le selezioni finali con la presenza dell’azienda si terranno direttamente in Veneto.

Nuovo vademecum sullo stato di disoccupazione

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La legge 92/2012 ha cambiato alcune regole sullo stato di disoccupazione che sono state successivamente recepite dalla Regione del Veneto con la DGR 2830 del 30.12.2013. In accordo con le altre Regioni, il nuovo regime è entrato in vigore  dal 1° gennaio 2014.

Al fine di rendere più chiara la materia, in considerazione del fatto che la disciplina sullo stato di disoccupazione è contenuta in diversi provvedimenti, è stato approvato con il Decreto del Direttore della Sezione Lavoro n. 112 dell’11 marzo 2014 il “Vademecum sullo stato di disoccupazione”.
In esso sono contenute le modalità operative in uso presso i Centri per l’Impiego relativamente all’acquisizione, conservazione e perdita dello stato di disoccupazione.

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Finanziamenti alla formazione
Finanziamenti regionali per la formazione e l’innovazione

VENETO FORMAZIONE CONTINUA.

Apertura di un nuovo bando della Regione Veneto per la presentazione di progetti finalizzati all’innovazione e allo sviluppo nell’impresa veneta.

[dropcap style=”1″]È[/dropcap] stata pubblicata nel sito regionale la nuova Direttiva “Veneto Formazione Continua”, DGR 361/14.

Con questa la Regione Veneto intende sostenere le imprese venete, i lavoratori e le persone disoccupate con nuove azioni di sostegno all’innovazione e sviluppo, alla riqualificazione e valorizzazione di competenze e all’inserimento di professionalità tecniche e manageriali nell’ottica di considerare l’impresa e il lavoro fattori strategici per la ripresa economica del territorio.

finanziamenti alle imprese

A chi è rivolta?

Molte le novità soprattutto per quanto riguarda i destinatari delle diverse attività e la possibilità di poter fare ricorso temporaneo a competenze manageriali. Tutto è legato da un filo comune:

supportare le imprese in questo momento di trasformazione, discontinuità e rinnovamento del sistema produttivo veneto.

A tal fine è stata rivolta una specifica attenzione alle imprese che, a causa della crisi o per cambiamenti organizzativi legati all’inserimento di nuovo personale, si trovano in una situazione di trasformazione del proprio contesto aziendale e necessitano di una consulenza specialistica quale leva per il rilancio delle proprie attività ed il rafforzamento dell’innovazione di prodotti/servizi offerti.

 

Come funziona?

L’importo totale stanziato è di € 12.000.000,00 e ciascun progetto presentato e approvato può raggiungere il valore massimo di € 90.000,00. Sono state individuate delle macroaree di progetto (che vedete riassunte nella tabella di fianco), entro cui far rientrare la propria idea di sviluppo e crescita.

I progetti formativi che desiderano usufruire di questi nuovi finanziamenti potranno essere presentati ogni 15 giorni fino al 30 giugno 2014.

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Per maggiori dettagli vi invitiamo a leggere la direttiva della Regione Veneto.

Consulta la direttiva

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Scarica la scheda tecnica del bando

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Finanziamenti alla formazione Risorse umane
“Fare Marketing con i Social Media” avviato il periodo di stage in azienda.

Per molti dei corsisti è iniziato il periodo di stage in azienda.

Il corso finanziato dalla Regione Veneto grazie al Fondo Sociale Europeo che ha visto concludersi la sua parte teorica nel mese di febbraio, sta giungendo al clou: il periodo di tirocinio in azienda.

I corsisti hanno seguito i diversi moduli formativi (dal marketing al web 2.0, dalla brand reputation al SEO e Social Media management) nei mesi di gennaio e febbraio, sono attualmente alle prese con lo stage formativo all’interno di realtà aziendali partner in diversi settori merceologici. Aziende di produzione, di servizio e agenzie di comunicazione del territorio stanno ospitando per circa due mesi i corsisti che cercheranno di mettere a frutto le competenze acquisite e approfondire le dinamiche lavorative all’interno delle diverse realtà.

Dopo un fruttuoso periodo formativo in aula desideriamo fare il nostro personale “in bocca al lupo” ai corsisti sperando che questo percorso li porti ad avere grande soddisfazione e nuove fruttuose opportunità in campo occupazionale.

Cambiamenti Sostenibili
Cambiamento e sostenibilità

[dropcap style=”1″]E[/dropcap]ccoci al secondo numero del nostro “magazine” dedicato ai temi della sostenibilità (economica/ambientale/sociale) ed alle piattaforme web/social: i nuovi “driver” strategici del cambiamento.
In questa nuova uscita segnaliamo questi argomenti:

 

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  • la crescente consapevolezza da parte del Governo USA (e non solo) in tema di cambiamento climatico e relative conseguenze in termini geo-politici e sociali;

 

  • alcune esempi di analisi e risposta in chiave strategica da parte di aziende leader nei propri settori di appartenenza;

 

  • la sostenibilità come “driver” nell’allocazione ottimale degli investimenti;

 

  • la necessità di dare alle strategie di sostenibilità aziendali una strumentazione di “reporting” adeguata e fruibile dal punto di vista finanziario;

 

  • gli ultimi trend delle piattaforme “social media”.

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